Umeboshi, le prugne giapponesi dalle mille proprietà

Storia e origini

Si tratta di prugne giapponesi, ma molto simili per sapore ed aspetto alle albicocche, furono introdotte circa 1.500 anni fa in Giappone; si pensa che venissero consumate dai Samurai, insieme al riso, per vincere la sensazione di fatica e affrontare al meglio le battaglie e come purificante per l’acqua. A differenza di quelle cinesi, conosciute tra le numerose proprietà benefiche quelle antipiretiche, astringenti limitate a scopi medici, quelle giapponesi sono diventate l’ingrediente base della cucina macrobiotica.

Proprietà e benefici

Le umeboshi sono ricche di acido citrico e fosforico, che permettono di scomporre facilmente altri acidi nocivi (come l’acido lattico che si crea in seguito a sforzi fisici) spesso accumulati in eccesso nel nostro organismo e un rischio per la nostra salute. Usate come rimedi naturali per problemi digestivi (nausea, anche quelle dovute alla gravidanza e quelle causate dalla chemioterapia, acidità di stomaco, indigestione), stanchezza, stati febbrili, raffreddori, disturbi intestinali (dissenteria, colite), ha notevoli proprietà depurative dal momento che presentano un’elevata concentrazione  di calcio, ferro e fosforo quindi ideale per purificare fegato e reni. Gli effetti benefici di queste prugne \ albicocche derivano principalmente dalla combinazione tra acido citrico e sale, valido aiuto contro la stanchezza, la debolezza, eczema e i problemi di circolazione.

Come usarle?

Le umeboshi vengono raccolte all’inizio dell’estate, vengono fatte essicare sotto sale, avvolte da foglie di shiso che sono molto ricche di calcio e danno quel caratteristico colore rossiccio. Dalla loro fermentazione si ricava anche l’acidulato di umeboshi, detto anche aceto di umeboshi,  un condimento che può essere un’alternativa all’aceto e alla salsa di soia. Le prugne umeboshi possono essere utilizzate per condire insalate per la preparazione di contorni come verdure cotte, grigliate, zuppe oppure nell’acqua di cottura come all’alternativa al sale per donare una maggiore digeribilità agli alimenti ed assimilare tutti i benefici di questo speciale frutto.

Infine all’interno dei noccioli ci sono semi che possono essere arrostiti in forno, pestati col mortaio e ridotti in polvere ed essere utilizzati in bevande calde come tè o zuppe, valido aiuto per chi voglia dimagrire e assimilare meglio il ferro combattendo così l’anemia.

Ricette e idee

Una semplice ricetta di questo magico frutto e su come prepararlo è la seguente:

  1. Tagliate 10 fette di pane, 3 umeboshi, 3 rapanelli tagliati a pezzetti
  2. 6 foglie di insalata verde tagliata finemente
  3. Rimuovete i noccioli delle umeboshi, conservando i semi,  e riducete in pasta la parte della polpa, quindi mescolatela con i rapanelli e le foglie di insalata
  4. Spalmate il composto sulle fette di pane

Dove si compra?

Si trovano facilmente in negozi di alimentazione naturale e nei principali negozi di prodotti biologici nei quali solo le umeboshi biologiche seguono le antiche tradizioni  cioè l’utilizzo di foglie di shiso e sale. In più potete trovare anche l’acidulato e purea di umeboshi ad un prezzo davvero conveniente.

Perchè utilizzare questa alternativa nella nostra dieta?

Questo frutto è molto ricco di acidi organici e paradossalmente la sua alta acidità ha un effetto alcalinizzante, è in grado di aiutare a mantenere un equilibrio tra ambiente acido e alcalino in situazioni quali affaticamento, debolezza fisica.Ci si potrebbe domandare se questo prodotto presenti controindicazione o effetto collaterale a qualche particolare dosaggio. L’unico caso in cui è sconsigliato è per chi soffre di ulcera al duodeno.

Non ci resta che dire “ chi mangia un umeboshi al giorno toglie il medico di torno”.

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