Prodotti biologici- Estate: sole, mare e… meduse

Prodotti biologici– Estate: stagione del sole, delle vacanze, del mare, dei tuffi e delle meduse. A volte il bagno per adulti e per piccini può trasformarsi in un incubo se si viene a contatto con questi celenterati. Durante gli ultimi anni, come ha sostenuto Ferdinando Boero, professore di zoologia e biologia marina dell’Università del Salento, si è assistito ad un notevole incremento, nei nostri mari, della popolazione delle meduse, colpa gran parte dell’uomo che  ha ridotto concorrenti e predatori (tartarughe marine e tonni), l’uso massiccio di fertilizzanti provenienti dai campi coltivati e riversati in acqua dove fanno proliferare il fitoplancton che le meduse prediligono, e in parte al riscaldamento globale del pianeta.
La medusa è un animale planctonico, in prevalenza marino, appartenente al phylum degli Cnidari, si spostano verticalmente, nuotano poco e si lasciano trasportare dalle correnti. La sensazione, sprodotti-biologici-sole-mare-meduse-bruciorepiacevolissima, di dolore, bruciore intenso e successivamente prurito è data dalla presenza di  cellule particolari chiamate cnidocisti  che, se toccate, estroflettono dei filamenti urticanti che penetrano immediatamente nella pelle. La sostanza urticante in realtà è una miscela di tre proteine a capacità paralizzante, urticante e neurotossica, non ci sono antidoti specifici per questi veleni, spiega Boero, che tuttavia sono termolabili, cioè si degradano ad alte temperature.

Cosa fare?  Non perdere il controllo se si è al largo, lavarsi con acqua di mare e non con acqua dolce perché questa favorirebbe la scarica del veleno delle cnidocisti. L’acqua di mare, invece, è fondamentale per pulire la pelle da parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e per diluire la tossina non ancora penetrata.Il metodo migliore per bloccare la diffusione delle tossine è  applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio (può essere anche preparati dal farmacista indicando una concentrazione al 5%)

prodotti-biologici-sole-mare-meduse-ammoniacaDa non fare assolutamente  Non grattarsi, non strofinare con una pietra calda o con della sabbia  perché per annullare le tossine bisognerebbe raggiungere 40-50 gradi. Stesso discorso l’ammoniaca e l’urina non disattivano la tossina anzi potrebbero  infiammare ulteriormente la parte colpita. Antistaminici e cortisone per uso topico hanno tempi di azione troppo lunghi e non risolvono la situazione nell’immediato (entrano in azione solo dopo 30 minuti dall’applicazione). Non applicate acqua fredda, ghiaccio, aceto rischierete di peggiorare la situazione.

Metodi naturali: Aloe vera. Risciacquate sempre la zona con dell’acqua di mare. Non strofinate e quando la pelle si sarà asciugata applicate del gel d’aloe vera o una pomata alla calendula. Acqua e bicarbonato. Preparate un prodotti-biologici-sole-mare-meduse-bicarbonatocomposto cremoso mescolando il bicarbonato con un po’ d’acqua. Spalmatelo sulla ferita e lasciate agire per almeno 30 secondi. Acqua di mare per diluire la tossina ancora non penetrata ed eliminare parti di medusa attaccate alla pelle.

Dal momento che l’infiammazione può durare più di una settimana, è bene non esporsi al sole perché potrebbero formarsi delle cicatrici antiestetiche. Per evitare spiacevoli incontri il consiglio è di non tuffarsi quando nel mare sono presenti le meduse.