Menopausa, evitiamo i latticini per la salute delle ossa

Negli ultimi cinquant’anni la menopausa ha rappresentato un grande mercato, un business clamoroso per l’industria farmaceutica. L’Agenzia americana del farmaco (Food and Drug Administration, FDA) aveva approvato, per il trattamento delle vampate di calore, dei disturbi del sonno e dei cambiamenti di umore, l’uso farmacologico di estrogeni per trattare i sintomi che spesso  accompagnano questa fase della vita di una donna. Solo successivamente le sperimentazioni cliniche rivelarono un aumento improvviso del cancro dell’endometrio con un’incidenza dei tumori mammari.

Ma qual è il legame tra osteoporosi e menopausa?

Il legame fra menopausa ed osteoporosi è noto da tempo: la cessata produzione di estrogeni da parte delle ovaie rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza della malattia. Gli estrogeni intervengono nella regolazione della quantità di calcio presente nell’osso: venendo meno il loro controllo, il calcio nell’osso si riduce, lasciando una struttura porosa e fragile ed una conseguente fragilità dello scheletro e predisposizione alle fratture. Normalmente l’età media in cui una donna va in menopausa è tra i 48-52 anni, ma può essere precoce e verificarsi anche prima dei 40 anni, in questo caso si parla di menopausa precoce, la cui causa è ascrivibile ad un’intolleranza al glutine, celiachia, sostanza presente alcuni cereali come il farro, il kamut, l’orzo, pasta di segale e il frumento.

 

Menopausa effetti:

Gli effetti sono caratterizzati da sbalzi emotivi, stress, palpitazioni, pelle arrossata e meno elastiche, accumulo di adipe, ansia, depressione, stanchezza muscolare, vampate di calore, perdita consistente di capelli.

 

Per molto tempo, si è creduto che la terapia per l’osteoporosi e quindi anche della menopausa fosse basata su una dieta ricca di calcio e quindi di latticini,niente di più falso! E’ invece vero che per le funzioni vitali è indispensabile un tenore adeguato di calcio ma il calcio nel latte non è utilizzato dall’organismo per rifornire la matrice ossea, anzi il consumo di latte vaccino e dei suoi derivati non risolve il problema, ma in alcuni casi può peggiorarlo, anche perché un’altra fondamentale priorità del nostro organismo è il mantenimento del pH del sangue a livelli leggermente alcalini.

In questa particolare fase della vita di una donna, menopausa – dieta devono correre a braccetto se non si vuole incorrere in tutti quegli effetti fastidiosi della premenopausa e menopausa. In genere, una dieta particolarmente ricca di cibi raffinati e con elevato contenuto proteico (come cereali raffinati, carni, latte, per il lattosio, e formaggi) tende ad acidificare il pH del sangue, fenomeno che l’organismo cerca di neutralizzare utilizzando varie strategie: assumendo sodio, il cui serbatoio naturale è il muscolo; viene consumato il fosforo; quindi, se l’acidosi persiste ancora, viene mobilizzato il calcio, prelevandolo dall’osso.

 

Cibi da evitare:

Carni: Le più dannose sono le proteine d’origine animale,perché contengono zolfo, in particolare la carne che contiene un’altissima quantità di fosforo che compete con il calcio, ostacolando l’assorbimento di quest’ultimo da parte delle ossa.

Solanacee: in particolare il pomodoro per la sua acidità e la patata perché per la sua assimilazione richiede sali minerali che vengono sottratti dalle ossa.

Aceto di vino, caffè, alcol e zucchero raffinato, la cui digestione richiede calcio estratto ancora una volta dalle ossa.

Latticini: Stesso discorso per le carni, essendo proteine di origine animale, contengono zolfo che acidifica il PH del sangue, in più il latte vaccino contiene i cosiddetti fattori di crescita (IGf1) che stimolano la crescita sia di cellule fisiologiche che tumorali.

Rimedi naturali

I rimedi per affrontare osteoporosi e menopausa sono principalmente basati su una dieta ricca di cereali integrali, verdure e semi oleosi (in particolare quelli di sesamo perchè ricchi di calcio). A differenza di latte e formaggi che acidificano il pH del sangue, tali alimenti presentano calcio in una forma meglio utilizzabile dall’organismo. Questo vale sia per chi soffre di intolleranza al lattosio, (osteoporosi e lattosio) sia per i soggetti in fase di crescita, gli anziani e le donne in menopausa. In definitiva, si tratta di sostituire prodotti animali con alimenti vegetali come semi oleosi, cereali integrali, umeboshi biologiche e latte o bevande vegetali. Di questi alimenti consigliamo sempre di scegliere prodotti biologici perché sono realizzati secondo regole restrittive tese a rispettare l’ambiente e gli animali, in più privi di pesticidi e insetticidi, che aumentano il rischio di cancro.

Tra le bevande è da preferire il tè bancha, per l’elevato contenuto in calcio. Tra le vitamine è importante l’apporto di vitamina C in forma naturale; il limone è alcalinizzante e aiuta a fissare il calcio; tra i cereali i fiocchi di miglio, il cereale più alcalino e ricco di silicio, oligoelemento fondamentale per fissare il calcio nelle ossa

Un altro alimento molto indicato per contrastare l’osteoporosi è la soia,meglio se è un prodotto biologico, il cui elevato contenuto di fitoestrogeni può ulteriormente stimolare il tessuto osseo. Oltre ad una dieta corretta ed equilibrata, per arginare l’osteoporosi risulta molto importante svolgere regolarmente un’attività fisica, perché questa stimola la fissazione del calcio nelle ossa. È stato dimostrato che già dopo nove mesi di pratica regolare di ginnastica, donne in menopausa hanno beneficiato di un aumento di densità ossea delle vertebre lombari pari al 5,2%. Le attività fisiche più indicate sono camminare, jogging, ginnastica dolce, aerobica, ballo; meno efficaci il nuoto e tutti le attività che si praticano da seduti o da sdraiati. Questo perché la forza di gravità è un importante stimolo per l’osso, basta pensare agli astronauti che soffrono di osteoporosi al ritorno dai lunghi viaggi in assenza di gravità. Buona passeggiata!

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