Le api. Se scompaiono loro, noi saremo nei guai!

Da questi insetti dipende più del 70% dell’impollinazione delle specie vegetali. Se scompaiono loro, saremo nei guai! Le api. Definite indicatori biologici in quanto consentono di valutare i livelli di prodotti-biologici-api-bioindicatori-mielecontaminazione dovuti a diversi inquinanti. L’ape, per le sue caratteristiche biologiche, morfologiche, fisiologiche ed etologiche, è considerata un valido bioindicatore per il controllo dell’inquinamento ambientale (Porrini et al., 2002; Porrini etal., 2003). Infatti ultimamente il fenomeno della scomparsa delle api in alcune zone agricole è indice di un utilizzo eccessivo di pesticidi, ai quali le api sono particolarmente sensibili. L’ape si può definire un sensore viaggiante. In questi suoi viaggi di andata e ritorno dall’alveare, che coprono un’area di circa 7 chilometri quadrati, è instancabile nella sua attività di raccolta di sostanze come nettare, polline,propoli, melata e acqua. L’ape riesce a “campionare” quasi tutti i comparti ambientali: suolo,vegetazione, acqua e aria; inoltre il suo corpo rivestito di peli si presta particolarmente a trattenere materiali di diversa natura con cui viene a contatto. Se consideriamo che in un alveare in buono stato vi sono circa 10.000 bottinatrici e che ognuna visita giornalmente un migliaio di fiori, si può facilmente stimare che una colonia di api effettui 10 milioni di microprelievi ogni giorno, senza considerare il trasporto di acqua che nelle giornate calde può raggiungere anche alcuni litri. Il territorio, quindi, è tenuto costantemente sotto controllo da parte dell’ape. prodotti biologiciL’ape rileva, e rivela, i contaminanti nell’ambiente in cui vive attraverso due segnali: tramite estese mortalità, come nel caso degli agrofarmaci (pesticidi), e attraverso i residui presenti nel suo corpo o nei prodotti dell’alveare (come ad esempio i metalli pesanti e i radionuclidi) accertabili attraverso opportune analisi di laboratorio (Bolchi Serini et al., 1985). Ne consegue che le api sono in grado con molta prontezza di percepire dinamiche di trasformazione in atto negli ambienti da loro frequentati e con altrettanta prontezza sono in grado di segnalarle.

Un  documento che parla delle tante modalità di utilizzo della api come bioindicatore, in tre fondamentali ambiti come pesticidi, metalli pesanti ed addirittura radionuclidi è stato elaborato dal Professor Claudio Porrini del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali (DiSTA), Entomologia, Università di Bologna dal titolo “Le api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale“. Un Rapporto, quello della grande organizzazione ambientalista, che evidenzia come il mondo senza api potrebbe anche essere maggiormente esposto alla fame. Infatti la carenza di api e di altri insetti dediti all’impollinazione, metterebbe a rischio almeno il 75% delle colture con una “riduzione della produttività” i cui danni sarebbero stimati in un valore pari a 265 miliardi. Tra i settori food più colpiti ovviamente frutta e verdura, ma anche mangime per l’allevamento, con riflessi negativi soprattutto sulle produzioni di mele, fragole, pomodori e mandorle. Un importanza fondamentale in chiave ecologica ed economica secondo il Rapporto GreenPeace che imputa ad alcuni pesticidi il fattore principale della drastica diminuzione di popolazione di questi fondamentali insetti.prodotti-biologici-api-bioindicatori-inquinamento
Proprio una settimana fa il Parlamento europeo  ha autorizzato l’uso del pesticida Sulfoxaflor, pensate, dopo che questo era stato già vietato proprio negli Stati Uniti dove è prodotto!Il pesticida, infatti, contiene neonicotinoidi, delle molecole che agiscono sul sistema nervoso degli insetti e che mettono in pericolo la vita delle api. Proprio i neonicotinoidi sono tra le sostanze più sospettate di essere all’origine della moria delle api. Anche se è vietato negli Stati Uniti,  l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha dei dubbi circa la sua effettiva tossicità. I prossimi due anni dovrebbero servire per dimostrare che questo pesticida non sia pericoloso per le api.
Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali e l’Italia e gli altri Paesi europei devono agire per vietare queste sostanze. Uno studio davvero importante e fondamentale che ci ricorda che, anche attraverso la loro grande valenza di bioindicatori  gli altri animali ci guardano e dobbiamo far sì che continuino a farlo, nel loro e nel nostro interesse, oltre al fatto di ricordarci, ogni volta che vediamo unape ronzarci intorno ricordiamoci che la maggior parte del cibo che mangiamo dipende in modo significativo dall’opera delle api e degli altri insetti impollinatori, un servizio chiave per gli ecosistemi.

Per salvaguardare l’ecosistema, l’agricoltura biologica svolge un ruolo molto importante, non cerca solo di mantenere il terreno in un buono stato di salute, fertile e naturale, cerca anche di migliorarne le condizioni attraverso la fornitura di nutrienti appropriati, miglioramenti della struttura del terreno e un’efficace gestione dell’acqua. Inoltre comporta un consumo energetico di gran lunga inferiore a quello necessario alla coltivazione prodotti-biologici-fanno-bene-alla-salute-e-non-solo-bambinitradizionale che fa uso massiccio di fitofarmaci. I prodotti biologici fanno bene sopratutto ai bambini. Nella fase di crescita, i bambini sono più sensibili alle tossine rispetto agli adulti. Un’alimentazione basata su prodotti biologici, privi di pesticidi, favorisce lo sviluppo del corpo e del cervello del bambino, perché si espone a minori quantità di pesticidi ed erbicidi rispetto a chi mangia vegetali coltivati con i metodi convenzionali. Questo può avere effetti sulla sua salute, dal momento che alcune sostanze, in particolare gli organo-fosfati (OF), sono state associate a diversi effetti negativi sia di tipo acuto (tremori, cefalea, difficoltà respiratorie) sia cronico (disturbi neurologici, ansia), sia per quanto riguarda l’esposizione in gravidanza dei feti (ritardo mentale, basso quoziente intellettivo e altro).

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva