Latte ed osteoporosi: binomio da non sottovalutare

Prodotti biologici – Lo stretto legame tra latte ed osteoporosi. Quante volte abbiamo sentito “il latte fa bene alle ossa, bevetelo tutti i giorni!!”. Ma è davvero così? Beh,  il latte,almeno per gli adulti,non si comporta proprio come un amico anzi, per fare un esempio si comporta come un usuraio, un usuraio della peggior specie, quelli che vi fanno un prestito ma poi, se non gli ridate tutto con gli interessi impossibili, vi mandano picchiatori a spaccarvi le ossa. Eh sì,proprio alle ossa! Il latte è considerato da sempre un alimento molto completo perché contiene proteine di alto valore biologico, caratterizzate da aminoacidi essenziali, è una fonte di sali minerali, primo fra tutti il calcio, ma anche fosforo, sodio e potassio, vitamine del gruppo B, vitamina A, D ed E. In effetti il latte è un alimento completo perché ha  lo scopo di fornire sostanze nutritive estremamente energetiche che generino un rapido accrescimento nel neonato e soddisfa le esigenze dei piccoli di ogni singola specie. Il latte materno è il primo nutrimento naturale, perfetto e indispensabile per i bambini appena nati, ma una volta messi i denti, possono essere svezzati e non ne hanno più bisogno.

Per gli adulti il latte diventa un alimento superfluo e anche dannoso ma continua ad essere ampiamente consigliato per prevenire l’osteoporosi. Quando oggi si parla di latte si riferisce al latte vaccino che è estremamente differente dal latte umano, essendo il prodotto per la crescita di un vitello (che in soli 2 anni raggiunge 900 kg di peso) e con esigenze opposte. Per cui dare il latte vaccino ad un bambino è una deviazione dell’ordine naturale. Dobbiamo considerare che l’uomo è l’unico mammifero che continua a bere il latte anche da adulto. Il nostro organismo ci fornisce un segnale inverso, tant’è che la maggior parte delle persone, durante la crescita, smette di produrre l’enzima lattasi, responsabile della digestione del lattosio e della rennina ( enzima responsabile della digestione della caseina). E’ comunque vero che il latte fornisce calcio ma avete mai conosciuto un anziano affetta da osteoporosi che sia guarita bevendo latte????

Il Latte, come accennato prima, si comporta da usuraio: presta un po’ di calcio, ma, alla fine, ne consuma più di quello che dà. Questo perché il latte vaccino e tutte le proteine animali hanno un diverso effetto sotto il profilo dell’equilibrio acido- basico del sangue: Il latte materno ha un effetto alcalino, le proteine animali che contengono zolfo è acidificante. Ne deriva che il Ph naturale del nostro organismo, e del nostro sangue si sposti verso l’acidità, e poiché l’alcalinità all’interno dell’organismo deve essere ripristinata, il calcio che è arrivato alle ossa viene richiamato per fare da regolatore di pH, cosiddetto effetto tampone. In generale, nelle popolazioni che consumano molto latte l’incidenza di osteoporosi è maggiore, mentre è rara nei paesi dove non si beve latte. É noto che tra gli esquimesi, che assumono oltre 2.000 mg di calcio al giorno, l’osteoporosi dilaga.

Vari studi, tra i quali l’Harvard Nurses’ Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, mostrano che l’aumentato consumo di latticini è associato con un rischio di fratture più elevato. Il latte, dunque, è si’ l’alimento ideale, ma solo per il lattante, e solo il latte umano! il latte piuttosto che portare calcio, lo sottrae al nostro organismo: introduciamo molto calcio con il latte, ma non lo utilizziamo per le nostre ossa e lo disperdiamo immediatamente. Di seguito sono elencati alcuni problemi correlati al consumo di latte in adulti e bambini.

  • Carenza di ferro: il latte ha un bassissimo contenuto di ferro (0.2 mg/100 mg di latte), e per riuscire a raggiungere la dose di ferro raccomandata di 15 mg al giorno, un bambino dovrebbe bere 7.5 litri di latte. In aggiunta, il latte è responsabile di perdite di sangue dal tratto intestinale, che contribuiscono a ridurre i depositi di ferro dell’organismo.
  • Diabete Mellito: su 142 bambini diabetici presi in esame in uno studio, il 100% presentava nel sangue livelli elevati di un anticorpo contro una proteina del latte vaccino. Si ritiene che questi anticorpi siano gli stessi che distruggono anche le cellule pancreatiche produttrici di insulina.
  • Calcio: la verdura a foglia verde, come la cicoria, la rucola, il radicchio e la bieta, è una fonte di calcio altrettanto valida, se non addirittura migliore, del latte, da preferire sempre prodotti biologici freschi (proprio perché naturali e privi di additivi) si conservano meno a lungo: in realtà, questo che sembra un difetto è una garanzia di qualità!
  • Contenuto di grassi: ad eccezione del latte scremato, il latte e i prodotti di sua derivazione sono ricchi di grassi saturi e colesterolo, che favoriscono l’insorgenza di arteriosclerosi.
  • Contaminanti: il latte viene frequentemente contaminato con antibiotici, ormoni della crescita, oltre che con gli erbicidi e i pesticidi veicolati dal foraggio. Alternativa al latte vaccino : latte di soia biologico, mandorle biologico, kamut biologico, avena biologico ecc.
  • Lattosio: molti soggetti di asiatici o africani sono incapaci di digerire lo zucchero del latte con conseguenti coliche addominali, gas e diarrea. Il lattosio, poi, se viene digerito, libera il galattosio, un monosaccaride che è stato messo in relazione con il tumore dell’ovaio.
  • Tumori Mammella\ prostata\ colon: il latte vaccino mantiene alta una molecola nel sangue l’IGF-1 o insuline-like growth factor 1, in grado di stimolare la crescita cellulare sia di cellule normali che di cellule cancerose. Ricerche condotte al National Institute of Health riportarono che l’IGF-1 gioca un ruolo centrale nella progressione di molti tumori infantili e nella crescita dei tumori al seno, nel cancro polmonare a piccole cellule, nel melanoma, nel cancro del pancreas e della prostata.
  • Allergie: il latte è uno dei maggiori responsabili di allergie alimentari: durante la sua digestione, vengono rilasciati oltre 100 antigeni (sostanze che innescano le allergie). Spesso i sintomi sono subdoli e non vengono attribuiti direttamente al consumo di latte, ma molte persone affette da asma, rinite allergica, artrite reumatoide, migliorano smettendo di assumere latticini.
  • Coliche del lattante: le proteine del latte causano coliche addominali, un problema che affligge un lattante su cinque, perché se la madre assume latticini, le proteine del latte vaccino passano nel latte materno. In 1/3 dei lattanti al seno affetti da coliche, i sintomi sono scomparsi dopo che la madre ha smesso di assumere questi cibi.

Noi dovremmo bere latte della nostra specie (materno) prima dello svezzamento e subito dopo passare ad un’alimentazione a noi più consona, con elevate concentrazioni di calcio come alcune verdure: cavolo, cime di rapa bio,cavolo nero bio, broccoli bio, semi di sesamobio oppure latte vegetali biologici (kamut, soia, avena, mandorla, riso biologici).

 

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