L’ascesa del carcinoma mammario. Lo screening mammografico, più danni che benefici?

Prodotti biologici–  In Italia l’80% delle donne crede che la mammografia annulli o riduca il rischio di ammalarsi di cancro al seno. Tale percezione ormai diffusa è la conseguenza di un’informazione parziale, non corretta ed intrisa prodotti-biologici-cancro-al-seno-mammografiadi conflitti di interessi. Gli opuscoli “informativi” sono così disinformativi, incompleti e faziosi perché il loro obiettivo è proprio quello di convincere (con la paura) le donne a farsi una diagnosi strumentale. Non a caso, sempre più riviste mediche ufficiali hanno pubblicato articoli ed editoriali che si interrogano sull’efficacia o meno di questo screening indiscriminato: “Non è sbagliato dire di no” (British Medical Journal); “Ripensare lo screening mammografico” (Journal of The American Medical Association); “E’ ora di rinunciare allo screening mammografico?” (Canadian Medical Journal); “Più danni che benefici dallo screening mammografico” (British Medical Journal). Si stima che i tumori della mammella siano oggi i tumori più frequenti nelle popolazioni occidentali. In Europa l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha stimato che ogni anno ne siano diagnosticati 464.000 ( 99% dei casi nelle donne) più dei tumori dell’intestino (447.000) e del polmone (410.000), queste stime si riferiscono per l’anno 2012. In Italia oggi sono diagnosticati circa 50.000 casi all’anno e 10.000 donne all’anno ne muiono.  Mediamente, circa una donna su centi si ammala entro i 45 anni e 12 altre si ammalano entro l’età che oggi rappresenta la cosidetta speranza di vita delle donne, 85 anni.  Il rischio mammario, infatti, dipende anche dalla durata della vita fertile, durante la quale le ovaie producono estrogeni: il menarca tardivo e la menopausa precoce comportano un rischio minore di ammalarsi, i trattamenti ormonali per prevenire i disturbi della menopausa sono invece associati a un maggior rischio. Il rischio aumenta del 5% per ogni anno di anticipo del menarca e del 3% per ogni anno di ritardo della menopausa. prodotti-biologici-cancer-screening-mammografico

Negli ultimi anni l’andamento dell’incidenza con l’età dopo la menopausa è stato reso irregolare dalla diffusione dei programmi di screening mammografici, che anticipano la diagnosi dei tumori ma fanno anche scoprire piccoli tumori che in assenza di screening non si sarebbero mai manifestati nel corso della vita di una donna, con la conseguenza che alcune donne vengono sottoposte a terapie inutili (sovradiagnosi). Oggi si stima che per ogni morte evitata 5-10 altre donne sarebbero vittime di sovradiagnosi.  L’esistenza della sovradiagnosi è dimostrata dagli studiprodotti-biologici-mammografia-screening che confrontano l’andamento temporale dell’incidenza del carcinoma mammario nelle popolazioni sottoposte a screening e in quelle dove lo screening non è ancora iniziato: nelle prime, dopo il picco iniziale di incidenza dovuto all’anticipazione della diagnosi di tumori che si sarebbero manifestati dopo, si osserva che negli ultimi anni successsivi l’incidenza si stabilizza su livelli più alti rispetto alle popolazioni non sottoposte a screening. Un recente editoriale sul New England Journal of Medicine, considerando lo scenario di 1000 donne di 50 anni sottoposte ad esame mammografico ogni due anni per 10 anni ( 4 decessi per carcinoma mammario invece che 5 attesi, dai 3 ai 14 casi di sovradiagnosi e quindi terapie inutili, 5- 700 donne richiamate per approfondimenti e 70- 100 biopsie inutili per sospetti mammografici falsi positivi), stigmatizza la disinformazione della popolazione femminile, che è stata indotta dalla pubblicità degli screening a sovrastimare drammaticamente i benefici e a sottostimare i rischi. Un’indagine condotta su campioni di 1000 donne in 4 paesi diversi (italia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti) aveva mostrato che la maggior parte pensa che la mammografia dimezzi la mortalità per cancro e che addirittura riduca l’incidenza.

In conclusione per poter fare una scelta consapevole circa sottoporsi o meno a screening mammografico è importante che le donne siano correttamente informate dai medici che consigliano rischi e benefici. L’accanimento diagnostico non aiuta certamente a ridurre il rischio di ammalarsi. La decisione è comunque difficile, deve tener conto della percezione del rischio da parte di quelle donne molto influenzate dallo stato emotivo, dalla storia loro personale, della famiglia e dei conoscenti, dalle informazioni spesso distorte  della pubblicità degli screening e dei media. Ma è bene informarsi sempre con scienza e coscienza.

 

Fonte: Cibo dell’uomo 2015

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