Il futuro è bio! Tante famiglie scelgono prodotti bio per la salute e per l’ambiente

I prodotti biologici nascono dal principio generale del rispetto per la natura. La loro produzione si fonda perciò su obiettivi e valori etici, oltre che su pratiche comuni, ideati per minimizzare l’impatto umano nell’ambiente e allo stesso tempo permettere al sistema agricolo di operare nel modo più naturale possibile. I prodotti biologici pongono attenzione anche ai sistemi di allevamento, in particolare la massima attenzione al benessere degli animali che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte ma consente agli animali allevati di esprimere il loro comportamento naturale e fisiologico. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente.

E’ stato presentato dal Sinab il Rapporto 2015 sul settore biologico in Italia. Il comparto cresce ormai costantemente da dieci anni, in controtendenza rispetto all’economia del paese.

L’agricoltura biologica si posiziona in maniera sempre più incisiva nel nostro agroalimentare – sottolinea Andrea Olivero, viceministro con delega all’agricoltura biologica – nel 2015 abbiamo registrato la più alta incidenza percentuale delle superfici biologiche nel nostro Paese: oltre 11 ettari su 100 sono coltivati secondo il metodo dell’agricoltura biologica, ma anche i consumi interni segnano una crescita del +19%, con un trend unico anche rispetto ad altri settori dell’agroalimentare”.

Il biologico cresce e l’impegno delle aziende coinvolte ci consente di poter usufruire di cibi di qualità, di preservare al meglio le risorse naturali e le condizioni dell’ambiente. Stiamo lavorando a un piano, insieme alle amministrazioni centrali e alle Regioni, che andrà a fornire le linee di indirizzo strategico per il biologico di domani”.prodotti-biologici-pranzo

Secondo i dati del Sinab, il Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica, in Italia le imprese inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica sono 55.433, di cui 42546 produttori esclusivi, 6524 preparatori esclusivi e 6104 che effettuano sia attività di produzione che di preparazione, oltre a 259 operatori nell’attività di importazione.

La superficie coltivata a biologico risulta pari a 1.387.913 ettari, con un aumento complessivo, rispetto all’anno precedente, del 5,8%. Il biologico quindi arriva a interessare l’11,2% della Sau nazionale, dato in crescita rispetto all’anno scorso. Sicilia, Calabria e Puglia guidano la classifica per Regione per numero di operatori biologici: in queste tre Regioni si concentra oltre il 45% del totale degli operatori biologici italiani.

A livello produttivo foraggio, pascoli e cereali sono le principali colture indirizzate sul biologico, mentre a seguire, sempre in ordine di estensione, c’è la superficie investita a olivicoltura. Aumentano anche gli allevamenti, in particolare suini (+15,2%) e pollame (+13,9%), mentre la flessioni riguardano bovini ed equini.
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A livello commerciale, il mercato interno di prodotti biologici, nel 2014, si è attestato su un valore al consumo superiore ai 2,1 miliardi di euro, una stima che non include il giro d’affari legato al canale extra-domestico (on-trade), riconducibile alle vendite da parte della ristorazione, dei bar e del food service. L’Osservatorio SANA, curato per il terzo anno consecutivo da Nomisma, certifica che il biologico è un prodotto ormai di “largo consumo”, confermando che, anche in Italia, si va diffondendo un modello di consumo più attento al benessere individuale (sicurezza del cibo e dieta salutistica) e sostenibile per l’ambiente (ricorso a risorse rinnovabili e lotta al cambiamento climatico).

NUOVE PROSPETTIVE PER IL BIO – Quali trend è possibile attendersi per il bio nei prossimi anni? La sola segmentazione dei bio-consumatori rende evidente come il comparto abbia ancora ampi margini di crescita. Le previsioni di spesa delle famiglie acquirenti hanno un saldo tendenziale decisamente positivo e a questo si aggiunge la capacità di attrazione di nuovi consumatori. Il 32% di chi oggi non acquista è propenso alla sperimentazione, soprattutto nel caso di presenza di prodotto bio negli assortimenti dei negozi abituali o tra le marche preferite.

Tra i fattori di espansione anche l’away from home. L’interesse per il bio non si ferma, infatti solo al consumo domestico: la possibilità di consumare un pasto sano al di fuori delle mura di casa è uno stimolo alla nascita di una nuova offerta mirata per la ristorazione.

Se tra i fattori di ottimismo si inserisce il fatto che l’intera filiera biologica italiana gode di ottima salute, paiono davvero poche le nubi all’orizzonte . Superfici, produttori, punti vendita della distribuzione al dettaglio e della ristorazione mostrano tutti indicatori in crescita. Creare un’offerta distributiva uniforme su tutto il territorio è certamente un fattore a sostegno dell’ulteriore espansione.

Fondamentale sarà soprattutto l’esito del confronto sul nuovo Regolamento europeo del biologico (in vigore dal 2017); il quadro immaginato ha oggi sia luci che ombre, per cui è necessario introdurre modifiche che lo rendano uno strumento più concreto a sostegno della crescita reale del settore. Come altrettanto determinante sarà la capacità di sfruttare l’occasione di EXPO2015 per promuovere il bio Made in Italy nel mondo.

Fonte: Agronotizie

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