Fette biscottate, tante e tutte diverse. Pochi ma semplici consigli su quali scegliere

Esistono diveri tipi di fette biscottate, integrali, di kamut, farro, senza lievito, con olio extravergine, senza zucchero, artigianali. Quali comprare?

Innanzitutto ci soffermeremo sulle farine utilizzate, la maggior parte dei prodotti etichettati come integrali è universobio-come-riconoscere-falsi-integrali-fette-biscottateprodotta con farine raffinate ( farina 00) a cui viene aggiunta una crusca finemente rimacinata, ossia un residuo della lavorazione di raffinazione con un aspetto chiaro e alcuni punti più scuri dato appunto dalla crusca aggiunta. Qualsiasi prodotto integrale, invece, deve avere un aspetto più scuro e sopratutto omogeneo. Le farine integrali biologiche hanno il grande vantaggio di mantenere intatti i nutrienti presenti nel germe, mentre i prodotti che normalmente troviamo sugli scaffali del supermercato sono composti da amido, carboidrati semplici, ricchi di zuccheri, che causa un aumento della glicemiaun incremento dell’insulina, portando col tempo ad un maggior accumulo di grassi depositati ed al conseguente indebolimento del nostro organismo che risulta esposto ad ogni tipo di malattie anche tumori.

Fette biscottate con farina integrale di frumento conserva integralmente la crusca ed è per questo molto più ricca di fibre. Dal punto di vista nutrizionale è un alimento molto più completo, ideali per la prima colazione, nel latte o nel tè, con marmellate o miele. Energetiche e buona fonte di fibre. Attenzione, però,  a leggere bene le etichette, perché molti prodotti che si dichiarano “integrali” contengono invece una consistente percentuale ancprodotti-biologici-universobio-fette-biscottate-farrohe di farina bianca 00.

Fette biscottate con farina integrale di farro è maggiormente saziante e digeribile.
E’ ricca di sali minerali, soprattutto magnesio, che stimola il sistema muscolare, regola il sistema nervoso e “controlla” la secrezione di insulina. Utilizzate come sostituto del pane, in genere sono senza zuccheri aggiunti e con pochi grassi. Le migliori sono quelle artigianali senza lievito di birra e con olio extravergine di oliva.

Fette biscottate con farina integrale di Kamut  sono ideali per l’alimentazione di bambini, anziani e sportivi. La prodotti-biologici-universobio-fette-biscottate-artigianali-di-kamutfarina di Kamut biologica è ricca di proteine, sali minerali (soprattutto selenio che ha interessanti proprietà antiossidanti) e vitamine (ben rappresentata è la E), inoltre sono facilmente digeribili. Le fette biscottate di kamut sono ottime da gustare con creme spalmabili, marmellate e composte, per preparare tartine e stuzzichini, e per tutte le ricette che la vostra fantasia vi suggerisce, con le virtù nutrizionali del kamut, antico cereale e preziosa fonte di sali minerali, proteine e fibre. Vi consigliamo quelle senza zuccheri aggiunti e con olio extra vergine di oliva.

Fette biscottate senza lievito di birra ma con pasta madre. La pasta è un impasto di farina e acqua che viene lasciata fermentare. A differenza del lievito comune costituito da un batterio il Saccharomyces cerevisiae, nella pasta madre sono presenti altri tipi di batteri: i lactobacilli, responsabili dell’acidificazione dell’impasto, risulta essere il lievito “naturale” migliore per la panificazione. In commercio è difficile trovare fette biscottate senza lievito e che  non contengano uova, latte, oli o grassi vegetali e nessun tipo di zucchero.

Fette biscottate senza olio di palma. Perché la maggior parte dei produttori ricorrono all’utilizzo di questo grasso? I Prodotti-biologici-margarina-grassi-idrogenati“vantaggi”( solo per i produttori) sono la solidità, la lunga scadenza e costi miseri. Il grasso idrogenato per eccellenza è la margarina, un prodotto che non esiste in natura, seppure sia “vegetale”. Tra i grassi vegetali utilizzati più di frequente nella produzione della margarina vi è l’olio di palma, la cui produzione è  scarsamente rispettosa dell’ambiente, in quanto complice di deforestazione. L’idrogenazione è un processo in cui vengono aggiunti atomi di idrogeno alle molecole dei grassi per renderle più saturate, elevando il punto di fusione del grasso, in modo che rimanga solido a temperatura ambiente. Il risultato è un prodotto che non deperisce o diventa rancido così velocemente come gli oli normali e pertanto ha una durata maggiore. Finalmente esistono diverse marche che hanno rinunciato a questo pericolosissimo ingrediente sostituendolo con l’olio extravergine di oliva e con olio di girasole, peculiarità di prodotti biologici ed equo-solidali.

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