C’è ma non si vede. Microgranuli nei dentifrici e negli scrub

Cosa sono quei microgranuli che applichiamo sul viso per lo scrub? E quei microgranuli nei dentifrici per un sorriso più bello con denti più bianchi? E’ plastica!

Eh sì, pezzettini di plastica quasi invisibili che popolano i prodotti per la cura del corpo e che, una volta utilizzate, finiscono nelle acque di scarico arrivando direttamente negli oceani, accorpandosi ai metalli pesanti e ad altre sostanze difficilmente biodegradabili. L’impatto è rilevante: utilizzando un gel doccia con microgranuli, liberiamo nell’acqua un quantitativo in plastica pari a quella che compone la confezione stessa del prodotto. Sono provati anche gli effetti deleteri sulla salute: possono causare gravi danni al sistema ormonale e diventare elementi potenzialmente cancerogeni.

Dove altro possiamo trovarle? Sono presenti non solo nei dentifrici ma anche nei bagnoschiuma, rossetti, universobio-microplastiche-bagnoschiumamaschere, mascara, spray per capelli, creme lenitive, schiume da barba.

Un dato che ci fa allarmare è che questi micro pezzetti di plastica (46.000 pezzi di plastica galleggianti in ogni miglio quadro di oceano) sono responsabili di una ecatombe di uccelli, rettili, pesci; secondo precedenti ricerche sono state trovate microplastiche nel tratto intestinale di alcuni pesci. Il plancton che è alla base della catena alimentare degli animali marini, sta via via scomparendo in quanto le feci hanno mostrato una elevata concentrazione  di plastica. Queste feci poi si inabissano molto lentamente e finiscono per essere ingerite anche da altri pesci, causando non pochi problemi all’intero ecosistema.

Secondo l’OMS il quantitativo massimo che un essere umano può tollerare in un anno, prima che la sua salute ne risenta, è 1.000 parti per chilo  un valore molto inferiore rispetto alle 11.000 che, secondo uno studio di pochi mesi fa pubblicato su Environmental Pollution, ne assume ogni europeo abituato a mangiare abitualmente molluschi marini di allevamento come cozze o vongole. La microplastica che contamina pesci e molluschi (secondo un recente studio pubblicato su Scientific Rports) si ritrova anche nel sale marino (in Cina) normalmente venduto al supermercato. Lo studio riguarda solo il sale cinese ma dal momento che anche qui navighiamo nella plastica, la situazione non è per nulla incoraggiante. universobio-microplastiche-nei-mari

In Austria, Svizzera, Svezia, Olanda, Lussemburgo e Belgio si invita i propri cittadini a non acquistare prodotti contenenti microgranuli, o creme esfolianti contenti microparticelle con l’obiettivo di proteggere dalla contaminazione gli ecosistemi marini e la salute pubblica.

COME SCOVARE QUESTE MICROPARTICELLE?

Purtroppo scovare la microplastica è difficile, l’unico modo per evitare di avere un mare di plastica è quello di aprire gli occhi, leggere le etichette e di SCARTARE prodotti in cui ci sia scritto polietilene o propilene.

QUALI SONO I PRODOTTI SENZA MICROPLASTICHE?

Inziamo dall’igiene dentale:

Per i più piccoli e per chi soffre di disturbi gengivali dentifricio per bambini alla camomilla e salvia, senza residui di sintesi. Adatto per tutti i fastidi gengivali della prima dentizione dei neonati, nei portatori di protesi e di apparecchi ortodontici, in caso di gengive gonfie, sanguinanti e doloranti.

 

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